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Sabato, 09 Maggio 2020 19:00

L'osteria del pallone: la parola a Martina Sozio

L'Atletico San Lorenzo, nel corso dei suoi ormai sette anni di vita, ha visto crescere vistosamente, accanto al numero di squadre iscritte ai vari campionati, anche il numero, e la qualità, del personale tecnico che quotidianamente allena giocatori e giocatrici rossoblu. Con la rubrica "L'osteria del pallone" diamo loro la parola: ci racconteranno le loro esperienze sportive, in campo e in panchina, i loro credo calcistici, cestistici e pallavolistici, le partite più belle che hanno disputato difendendo i nostri colori.

Oggi è il turno di Martina Sozio, attuale coach della squadra di pallavolo mista rossoblu. A lei la parola.

 

Ciao Martina, raccontaci la tua biografia sportiva, da pallavolista e da coach.

Il primo ricordo che ho di me con un pallone mentre gioco a pallavolo risale a quando avevo circa 6 anni. Una delle attività del doposcuola era il mini volley e i miei genitori, che lavoravano entrambi tutto il giorno, mi iscrissero al corso. Da quel momento la pallavolo ha sempre fatto parte della mia vita.
Ho giocato in diversi campionati e categorie fino ad arrivare in serie C ed oggi mi ritrovo fieramente ad allenare la squadra di pallavolo mista dell’Atletico San Lorenzo. E’ la prima esperienza come allenatrice e ringrazio tantissimo la mia cara amica Silvia per avermi incoraggiata ad intraprendere questa nuova avventura.
La pallavolo è stata ed è fondamentale nella mia formazione e crescita personale perché, come ogni sport di squadra, si vive tutto in condivisione.

 

Qual è il coach del volley mainstream (del presente o del passato) a cui ti ispiri? Perché?

Potrei citare diversi personaggi famosi dello sport, ma la realtà è che prendo ispirazione da due allenatori che ho avuto la fortuna di conoscere. Il primo, Alessandro, mi ha trasmesso la passione per la pallavolo. Con lui credo di non aver saltato mai un allenamento o una partita, la squadra e le mie compagne erano sempre al primo posto e quando entravo in palestra gli allenamenti mi prendevano così tanto che la mente si alleggeriva, come accede ancora oggi. Il secondo allenatore, Gianluca, invece è stato il pilastro della mia “carriera” pallavolistica, perché la sua grinta e la voglia di vincere mi hanno insegnato che in ogni partita bisogna tirare fuori sempre il meglio di se e mettercela tutta fino all’ultimo punto. Loro due sono le mie fonti di ispirazione nello sport e non solo.

 

Qual è il/la pallavolista più forte che hai allenato? E quello/a avversario/a che ti ha maggiormente impressionato/a?

volley

Ad oggi sicuramente uno dei giocatori più forti della squadra è Marco, un atleta completo sia nella prestanza fisica che nella tecnica ma altri giocatori e giocatrici mi hanno stupito ed impressionato positivamente nella loro crescita sportiva, parlo di Luca, Simona, Irene, White, Bruno… (l’elenco è incompleto ma non farò qui tutto l’appello).
Comunque ribadisco che nella pallavolo non è il singolo individuo a vincere, ma è sempre tutta la squadra ed ogni giocatore e giocatrice è fondamentale ed indispensabile per la crescita del gruppo.
L’avversario più ostico e rognoso che abbiamo incontrato durante l’anno è l’emotività, siamo una squadra particolarmente sensibile… ma con il tempo sono sicura che riusciremo a superare questo impasse. L’Atletico San Lorenzo è una squadra con un buon livello, non abbiamo niente da invidiare a nessuno, bisogna solo affrontare l’aspetto umorale.

 

Veniamo alla tua esperienza da allenatrice alla guida dell'Atletico San Lorenzo: la pandemia globale in corso ha bloccato la stagione a poco meno di due terzi del suo regolare svolgimento: rispetto alle premesse di inizio anno come giudichi il campionato fatto dai tuoi ragazzi e dalle tue ragazze?

Il Covid ha bloccato purtroppo non solo gli allenamenti ma anche il campionato. Siamo tutt* dispiaciut* dello stop, perché da quest’anno abbiamo alzato l’asticella assegnando ruoli precisi agli/alle atlet*; le partite erano un buon rodaggio per sconfiggere ansie e mettere a frutto i nuovi schemi.

 

Per finire un augurio che ti senti di fare ai tuoi ragazzi e alle tue ragazze in vista della prossima stagione.

Mi auguro che finisca presto il disagio che stiamo vivendo a causa della pandemia, mi auguro di rivedere il prima possibile la squadra in palestra per allenarci con la passione che contraddistingue l’Atletico e soprattutto auguro alla mia squadra la vittoria del prossimo campionato, perché l’obiettivo è sempre quello di realizzare i sogni.

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